FATTURA ELETTRONICA

Informazioni

La fatturazione elettronica è un processo che consente a tutti gli operatori economici (impreseprofessionistiPartite IVA, ecc.) di costruire, trasmettere e ricevere le fatture con il solo utilizzo di soluzioni digitali, abbandonando per sempre il supporto cartaceo e tutti i relativi costi di stampa spedizione e conservazione.


Fattura elettronica B2B

La novità più recente è quella introdotta dalla Legge di Bilancio 2018 approvata dal parlamento italiano, che ha esteso l’obbligo di fatturazione elettronica (prima limitato alle relazioni commerciali tra la PA e i suoi fornitori) anche agli scambi commerciali tra soggetti privati (B2B).

In particolare:

  • dal 1° luglio 2018 la fatturazione elettronica B2B diventa obbligatoria per la cessione di carburanti e lubrificanti per motori a esclusione delle vendite effettuate presso gli impianti stradali di distribuzione;
  • dal 1° settembre 2018 la fattura elettronica diventa obbligatoria per il tax-free shopping;
  • dal 1° gennaio 2019 l’obbligo viene, infine, esteso a tutti gli scambi commerciali tra professionisti, aziende e imprese private.

Fattura elettronica PA

La fatturazione elettronica nelle relazioni commerciali tra la PA e i suoi fornitori è obbligatoria già dal 31 marzo 2015.

L’obbligo prevede che le fatture elettroniche verso la Pubblica Amministrazione siano emesse, trasmesse e conservate esclusivamente in forma elettronica. Da aprile 2015 le PA non possono più accettare le fatture emesse o trasmesse in forma cartacea né procedere al loro pagamento (neppure parziale).


Cosa Significa Fare Fatturazione Elettronica

Le fatture elettroniche PA e B2B devono rispettare un formato standard XML (descritto nell’Allegato A del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 3 aprile 2013, n. 55), contenere un serie di informazioni minime obbligatore, essere sottoscritte con firma digitale prima dell’invio ed essere scambiate attraverso il Sistema d’Interscambio (SdI), un sistema informatico di supporto al processo di ricezione e successivo inoltro delle fatture elettroniche, gestito dall’Agenzia delle Entrate.

Il SdI è una sorta di “postino” che svolge i seguenti compiti:

  • verifica se la fattura contiene almeno i dati obbligatori ai fini fiscali (art. 21 ovvero 21-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633) nonché l’indirizzo telematico (c.d. “codice destinatario” ovvero indirizzo PEC) al quale il cliente desidera che venga recapitata la fattura
  • controlla che la partita Iva del fornitore (c.d. cedente/prestatore) e la partita Iva ovvero il Codice Fiscale del cliente (c.d. cessionario/committente) siano esistenti.

In caso di esito positivo dei controlli precedenti, il Sistema di Interscambio consegna in modo sicuro la fattura al destinatario comunicando, con una “ricevuta di recapito”, a chi ha trasmesso la fattura la data e l’ora di consegna del documento.

In definitiva, quindi, i dati obbligatori da riportare nella fattura elettronica sono gli stessi che si riportavano nelle fatture cartacee oltre all’indirizzo telematico dove il cliente vuole che venga consegnata la fattura.

Ricordiamo: Inserire i dati del cliente (cessionario/committente), ricordandosi di compilare sempre il campo “Codice Destinatario”: quest’ultimo campo potrà essere compilato con il codice di 7 cifre alfanumerico che avrà comunicato il cliente e rappresenta l’indirizzo telematico dove recapitare le fatture.

Se il cliente dovesse comunicare un indirizzo PEC (quale indirizzo telematico dove intende ricevere la fattura), il campo “Codice Destinatario” dovrà essere compilato con il valore “0000000” e, nel campo “PEC destinatario”, andrà riportato l’indirizzo PEC comunicato dal cliente.

Se il cliente non comunica alcun indirizzo telematico (ovvero è un consumatore finale oppure un operatore in regime di vantaggio o forfettario), sarà sufficiente compilare solo il campo “Codice Destinatario” con il valore “0000000”.

ATTENZIONE

Se il fornitore inserisce solo il valore “0000000” nel campo “Codice Destinatario”, il SdI non riuscirà a consegnare la fattura elettronica al cliente, ma la metterà a disposizione di quest’ultimo in un’apposita area di consultazione riservata del sito dell’Agenzia. Quindi, sarà importante che il fornitore consegni al cliente una copia, anche su carta, ricordandogli che la fattura originale è quella elettronica e che potrà consultarla e

scaricarla dalla sua area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate.

ATTENZIONE

Restano valide le regole che consentono di predisporre la c.d. “fattura (elettronica) differita” entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, nel rispetto delle disposizioni previste dall’articolo 21, comma 4 lett. a), del Dpr n. 633/72.

Dal punto di vista operativo, questa disposizione può consentire all’utente di avere più tempo per predisporre e trasmettere al SdI la fattura elettronica, fermo restando l’obbligo di rilasciare al cliente – al momento dell’operazione – un documento di trasporto o altro documento equipollente anche su carta.

«Gli operatori economici possono avvalersi, attraverso accordi tra le parti, di intermediari per la trasmissione delle fatture elettroniche al Sistema di Interscambio, ferme restando le responsabilità del soggetto che effettua la cessione del bene o la prestazione del servizio». Art. 1, Comma 909 della Legge di Bilancio 2018

InfoCert è intermediario per la trasmissione delle fatture elettroniche accreditato presso SdI, è quindi abilitato a ricevere e inviare fatture elettroniche per conto di un operatore economico e/o una Pubblica Amministrazione.

Cosa fa il Sistema di Interscambio quando riceve una fattura

Come anticipato, le fatture elettroniche vanno sempre inviate ai propri clienti attraverso il SdI (Sistema di Interscambio), altrimenti sono considerate non emesse.

Una volta che il file della fattura elettronica è stato trasmesso al SdI, quest’ultimo esegue alcuni controlli e, se tali controlli sono superati, trasmette il file all’indirizzo telematico presente nella fattura. I tempi in cui il SdI effettua le operazioni di controllo e consegna della fattura possono variare da pochi minuti ad un massimo di 5 giorni nel caso in cui è molto elevato il numero di fatture che stanno pervenendo al SdI in quel

momento.

Quali Controlli Esegue Il Sdi Sulla Fattura Elettronica

  • verifica che siano presenti almeno le informazioni minime obbligatorie previste per legge (art. 21 ovvero 21-bis del Dpr n. 633/1972), cioè – in generale – gli estremi identificativi del fornitore e del cliente, il numero e la data della fattura, la descrizione della natura, quantità e qualità del bene ceduto o del servizio prestato, l’imponibile, l’aliquota e l’Iva
  • verifica che i valori della partita Iva del fornitore (cedente/prestatore) e della partita Iva oppure del Codice Fiscale del cliente (cessionario/committente) siano esistenti, cioè presenti in Anagrafe Tributaria
  • verifica che sia inserito in fattura l’indirizzo telematico dove recapitare il file, cioè che sia almeno compilato il campo «Codice Destinatario»
  • verifica che ci sia coerenza tra i valori dell’imponibile, dell’aliquota e dell’Iva (ad esempio, se l’imponibile è 100 euro, l’aliquota è 22%, l’Iva sia di 22 euro).

ATTENZIONE

Per tutte le fatture elettroniche inviate a privati (altri operatori Iva o consumatori finali), il SdI accetta anche file non firmati digitalmente.

Nel caso in cui, però, il file della fattura elettronica sia firmato digitalmente, il SdI esegue controlli sulla validità del certificato di firma.

Il SdI controlla inoltre che il file della stessa fattura elettronica non sia stato già inviato (duplicato).

Fattura Elettronica Non Corretta: La Ricevuta Di Scarto

Se uno o più dei controlli sopra descritti non va a buon fine, il SdI entro 5 giorni “scarta” la fattura elettronica e invia al soggetto che ha trasmesso il file una ricevuta di scarto all’interno della quale sarà anche indicato il codice e una sintetica descrizione del motivo dello scarto (per spiegazioni più dettagliate di tali motivi si rimanda alle specifiche tecniche allegate al provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018).

La ricevuta di scarto viene trasmessa dal SdI alla medesima PEC o al medesimo canale telematico (FTP o Web Service) da cui ha ricevuto la fattura elettronica.

Entro 5 giorni il sistema permette di riemettere la fattura con gli errori corretti con stessa data e numerazione di quella scartata, passato tale termine si potrà comunque emettere una nuova fattura ma con data e numerazione differente.

Nel caso in cui la fattura venisse accettata dal Sdi ma non recapitata dal cliente, è importante che il fornitore (cedente/prestatore) avvisi il consumatore stesso– per vie diverse dal SdI (ad esempio tramite email, telefono o altro contatto) – che la fattura elettronica è a sua disposizione nell’area riservata, in modo tale che quest’ultimo possa consultarla e scaricarla dalla predetta area: la data di decorrenza della detraibilità dell’Iva, per il cliente, scatterà dal momento di visualizzazione/scarico della fattura.

ATTENZIONE

Ai fini della esigibilità e detraibilità dell’Iva, in sintesi, si ricorda che:

  • per il fornitore, ogni qual volta il SdI invia una ricevuta di consegna o una ricevuta di impossibilità di consegna, la fattura si considera emessa e la data di esigibilità coincide con la data riportata nella fattura (al contrario, una ricevuta di scarto determina che la fattura non è mai stata emessa e occorre correggere l’errore in essa contenuto e ritrasmetterla al SdI)
  • per il cliente, ogni qual volta il SdI consegna la fattura, la stessa si considera ricevuta e la data a partire dalla quale può essere detratta l’Iva coincide con quella della consegna del documento; nel caso in cui la fattura superasse i controlli ma il SdI non riuscisse a consegnarla per problemi del canale telematico a cui tenta di recapitarla, la data dalla quale può essere detratta l’Iva coincide con quella di “presa visione” (da parte del cliente) della fattura nell’area riservata “Consultazione Dati rilevanti ai fini IVA” del portale “Fatture e Corrispettivi”.

Come Si Conservano Le Fatture Elettroniche

Per legge (art. 39 del Dpr n. 633/1972) sia chi emette che chi riceve una fattura elettronica è obbligato a conservarla elettronicamente.

La conservazione elettronica, tuttavia, non è la semplice memorizzazione su PC del file della fattura, bensì un processo regolamentato tecnicamente dalla legge (CAD – Codice dell’Amministrazione Digitale). Con il processo di conservazione elettronica a norma, infatti, si avrà la garanzia – negli anni – di non perdere mai le fatture, riuscire

sempre a leggerle e, soprattutto, poter recuperare in qualsiasi momento l’originale della fattura stessa (così come degli altri documenti informatici che si decide di portare in conservazione).

Il processo di conservazione elettronica a norma è usualmente fornito da operatori privati certificati facilmente individuabili in internet.


Chi È Esonerato Dall’emissione Della Fattura Elettronica

Sono esonerati dall’emissione della fattura elettronica solo gli operatori (imprese e lavoratori autonomi) che rientrano nel cosiddetto “regime di vantaggio” (di cui all’art.27, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111) e quelli che rientrano nel cosiddetto “regime

forfettario” (di cui all’art. 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190).

ATTENZIONE

Gli operatori in regime di vantaggio o forfettario possono comunque emettere fatture elettroniche seguendo le disposizioni del provvedimento del 30 aprile 2018.

A tali categorie di operatori si possono aggiungere i “piccoli produttori agricoli” (di cui all’art. 34, comma 6, del Dpr n. 633/1972), i quali erano esonerati per legge dall’emissione di fatture anche prima dell’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica.


Vantaggi Della Fatturazione Elettronica

COSTI

Il beneficio stimato per un’organizzazione che produce/riceve un volume di fatture pari o superiore a 3.000 fatture l’anno si attesta tra i 7.5 e gli 11.5 euro a fattura.

La fatturazione elettronica apre a un risparmio concreto grazie alla:

  • riduzione dell’attività manuale;
  • aumento di produttività della manodopera;
  • diminuzione dei materiali di consumo (carta, busta e bolli);
  • eliminazione del costo di distruzione delle fatture;
  • eliminazione del tempo di archiviazione e successive ricerche;
  • eliminazione dei costi per gli spazi occupati per l’archiviazione.

EFFICIENZA

  • riduzione dell’attività manuale;
  • aumento di produttività della manodopera;
  • diminuzione dei materiali di consumo (carta, busta e bolli);
  • eliminazione del costo di distruzione delle fatture;
  • eliminazione del tempo di archiviazione e successive ricerche;
  • eliminazione dei costi per gli spazi occupati per l’archiviazione;
  • eliminazione degli errori;
  • riduzione dei costi di gestione;
  • per gli operatori Iva in regime di contabilità semplificata che emettono solo fatture (cioè soggetti che effettuano operazioni diverse da quelle previste dall’art. 22 del Dpr n. 633/1972) e che si avvalgono dei dati che l’Agenzia delle Entrate mette loro a disposizione, sulla base delle regole previste da provvedimento dell’Agenzia stessa, viene meno l’obbligo di tenere i registri Iva (artt. 23 e 25 del Dpr n.633/1972);
  • per tutti gli operatori Iva che emettono e ricevono solo fatture, ricevendo ed effettuando pagamenti in modalità tracciata sopra il valore di 500 euro, i termini di accertamento fiscale sono ridotti di 2 anni (ci si riferisce al termine di decadenza di cui all’art. 57, primo comma, del Dpr n. 633/1972 e al termine di decadenza di cui all’art. 43, primo comma, del Dpr n. 600/1973).

ATTENZIONE

Se la fattura viene predisposta ed inviata al cliente in forma diversa da quella XML ovvero con modalità diverse dal Sistema di Interscambio, così come previsto dal provvedimento del 30 aprile 2018, tale fattura si considera non emessa, con conseguenti sanzioni (di cui all’art. 6 del Dlgs n. 471/1997) a carico del fornitore e con la impossibilità di detrazione dell’Iva a carico del cliente.

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