MA SE MI PORTO A CASA UNA CREMA O MI FACCIO FARE UN MASSAGGIO?

Prendendo spunto dalla multa data alla parrucchiera che si è presa la sanzione per essersi fatta una piega senza scontrino chiariamo un pò meglio il modo in cui devi comportarti nella situazione in cui AUTOCONSUMI qualcosa.

 

? Cosa vuol dire AUTOCONSUMARE?

Significa che usi il tuo negozio come se fossi una cliente anziché la titolare.

Il che, come hai intuito, cambia completamente la situazione fiscale.

E siccome il fisco è complicato ci sono tutta una serie di varianti da considerare nel momento in cui decidi di AUTOCONSUMARE qualcosa.

 

La prima mega distinzione da fare è:

? autoconsumo un prodotto? (tipo mi porto a casa una crema)
? autoconsumo un servizio? (tipo mi faccio fare un massaggio)

Perché fiscalmente cambia.

 

➡ AUTOCONSUMO PRODOTTI

In questo caso la regola fa pochi sconti.

Devi farti la ricevuta e pagarla.

Se NON la paghi fai la classica ricevuta che riporta il valore del prodotto (tipo 50 euro) e poi scrivi “-50 per corrispettivo NON incassato per autoconsumo in modo che la ricevuta vada a ZERO e la indichi nel registro omaggi.

L’unico vantaggio sta nel fatto che il valore del prodotto che indichi NON è il prezzo al pubblico MA solo il costo che hai sostenuto tu per comprarlo.

Oppure, nel caso in cui tu abbia dei dipendenti che consumano per esempi il pranzo o la cena, fai emetti uno scontrino a credito (che devi conservare!) pari all’importo dei prodotti usufruiti a cui seguirà una fattura a fine mese, pari alla somma di tutti gli scontrini a credito emessi, alla stessa ragione sociale del tuo esercizio.

 

➡ AUTOCONSUMO SERVIZI

In questo caso la regola è un pò più gentile.

Infatti se il valore del servizio (ad esempio il massaggio) vale meno di 50 euro NON serve fare niente.

Come si fa a stabilire il valore?

La regola dice che bisogna capire quanto è il costo che tu sostieni di solito per produrre quel servizio.

Un parametro potrebbe essere, ad esempio, il costo al minuto moltiplicato per i minuti del trattamento.

Altrimenti vale quanto detto per i prodotti.

 

? COME SI SALVA LA PARRUCCHIERA

Posto che il famoso articolo sia vero, alla parrucchiera basterebbe semplicemente fare ricorso sostenendo che quella piega valeva meno di 50 euro.

E tutto finirebbe a tarallucci e vino.

Oppure basterebbe applicasse delle tende al negozio in modo che i finanzieri NON possano vedere cosa succede all’interno del negozio fuori orario.

Se preferite una soluzione più all’italiana 🙂

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