l’oscura arte di registratore di cassa semplice

A furia di dire che la formazione è come l’abbronzatura stamattina mi è venuta la paranoia di essere troppo bianco (questa mancava alla mia collezione).

Così oggi – per la prima volta in vita mia – sono andato a fare una lampada.

Ho cercato un solarium su Google e sono andato nel primo che mi è capitato a portata di click.

Nel solarium non c’era personale. Funziona a gettoni.

Il personale è presente solo un paio d’ore al giorno dalle 16.00 alle 19.00.

Okay sono capitato in quello da barboni. Bene così.

All’inizio non ci capivo nulla.

C’era un sacco di roba da leggere appesa alle pareti e non capivo da dove cominciare.

“I benefici di una lampada?”

No li so già altrimenti non sarei qui.

“Quale potenza utilizzare?”

Ecco questa è un’informazione che mi può servire.

“Quanto costa la tariffa e qual è la più adatta a te?”

Ecco questa è decisamente quello che mi serve.

“Prodotti da utilizzare prima e dopo la lampada.”

Accidenti sto entrando nel tunnel degli acquisti.

8 euro per un paio di occhialini senza neanche la montatura? Really?

Okay comincia la mia missione.

Per prima cosa inserisco dei soldi nella macchinetta.

Parte un cronometro che mi fa salire l’ansia (stranamente).

Manca solo un minuto e mezzo all’inizio dell’operazione ed io sono ancora vestito con tanto di sciarpa e berretto.

Allora realizzo che mi devo spogliare nella maniera più veloce possibile.

Quando sono a metà della procedura la macchina si attiva.

Merda.

Trafelato mi precipito dentro per usufruire dei minuti restanti.

Sento aria che arriva ed un po’ di calore. Sta funzionando? Boo.

Il trattamento finisce.

Una voce automatica si congratula con me e spera che io abbia ottenuto i risultati sperati.

Mi rivesto ed esco fuori per guardarmi allo specchio visto che nessuno ha pensato di inserirne uno all’interno.

Sono più bianco di prima.

“Mmmmhhh questo trabiccolo non funziona”, penso tra me e me.

Rientro dentro per dare un’occhiata alla macchina e mentre la fisso mi appoggio.

Si muove.

Si muove?

Non l’avevo chiusa. Per forza non funzionava.

Mi confermo il solito genio – e mi do il cinque da solo – congratulandomi con me stesso.

Altro giro altra corsa.

Ma dal momento che ne ho appena fatto una – e nella parte posteriore ha funzionato perché non c’era bisogno di chiudere la macchina – mi reco al distributore per comprare una crema ed evitare di bruciarmi.

Metto i soldi nel distributore e leggo il cartello di fianco che indica i prodotti.

Il tasto 22 è quello per la crema idratante protettiva.

Lo schiaccio.

La spirale gira a vuoto e non mi da nulla in cambio.

Mi sono dimenticato di verificare che il prodotto fosse effettivamente disponibile.

Non lo era. Ovviamente.

Altri 8 euro buttati.

Bene così.

Rientro dentro deciso a fare senza (non prima di farmi appioppare gli occhialini senza montatura).

Inserisco altri 5 euro e finalmente riesco a spararmi la mia lampada per intero.

Ovviamente la nuca è bruciata. Ma va be …

Il bilancio è che per fare una lampada da 5 euro ne ho speso in totale 30.

E mi sono parzialmente bruciato.

Ma adesso so usare il solarium a gettoni. La prossima volta andrà meglio.

Qual è il punto di questa storiella all’apparenza insignificante?

Presto detto.

Tornando a casa mentre riflettevo su quanto sono coglione ed impacciato ogni volta che mi approccio a qualcosa che non conosco … mi sono reso conto che anche per la mia azienda è andata esattamente così.

La prima volta che sono incappato in queste info non sapevo da che parte cominciare, proprio come dentro il solarium.

Leggo prima questo?

Leggo prima quello?

Questa info è più importante? O questo libro va letto prima dell’altro per essere compreso al meglio?

Boo proviamo a mettere un po’ di soldi qui.

Non funziona?

Proviamo a metterli qui allora.

Ah già meglio!

Ci sono stati giorni in cui sentivo un certo bruciore (e non era la nuca purtroppo, bensì una parte del corpo dove solitamente non batte il sole) ma ho sempre pensato che andava bene così.

Provare, sperimentare, bruciarsi, sbagliare, perdere qualche soldo, recuperarli e farne molti di più.

Questa è la formula che ha funzionato per me.

Nel tempo ho cercato di prepararne una che funzioni anche per te, cercando di minimizzare la parte della bruciatura.

Non ti posso garantire che tutto funzionerà fin dal primo istante.

Ma col tempo, se ci seguirai e sarai costante nello studio e nell’applicazione, tutti i pezzi andranno al loro posto e potrai beneficiare anche tu dell’oscura arte di registratore di cassa semplice.

Nel frattempo ti regalo la guida su:

Registro dei corrispettivi IVA: come si compila e cos’è

Registri IVA: cos’è e come si esegue la compilazione del registro dei corrispettivi (anche detto libro corrispettivi)

Tu, quale commerciante al minuto e soggetto che svolge attività simili (ad esempio bar, ristoranti, pizzerie, parrucchieri…), esonerato dall’obbligo di emissione della fattura, devi annotare le operazioni effettuate in un apposito registro contabile, denominato “registro dei corrispettivi” e disciplinato dall’art. 24 del D.P.R. 633/1972.

Generalmente tale registro sostituisce quello delle fatture emesse, anche se in determinate circostanze è possibile tenerli entrambi.

Dati da annotare nel registro dei corrispettivi

In tale registro devi annotare i corrispettivi giornalieri (generalmente ricavabili dagli scontrini/ricevute fiscali rilasciate). Nell’ammontare dei corrispettivi giornalieri vanno anche compresi i corrispettivi, comprensivi di imposta, delle operazioni:

  • effettuate con emissione di fattura, che deve essere comunque obbligatoriamente rilasciata se espressamente richiesta dal cliente;
  • relative a immobili e beni strumentali.

Insomma, per farla breve, dalla chiusura fiscale, che emetti tutti i giorni con il tuo registratore di cassa, registri l’importo corrispondete alla voce “corrispettivo giorno” o “ totale vendite” dipende dal modello, nel tuo libro dei corrispettivi più l’importo delle fatture emesse.

Nel registro dei corrispettivi, per ciascuna tipologia di operazione effettuata, devi  annotare i seguenti dati:

  • gli importi delle operazioni tassabili (comprensive delle relativa iva incorporata nel corrispettivo) distinti secondo l’aliquota applicabile (4%, 5%, 10%, 22%);
  • gli importi delle operazioni non imponibili;
  • gli importi delle operazioni esenti iva;
  • gli importi delle operazioni soggette al regime del margine;
  • gli importi delle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuati nei confronti di soggetti passivi debitori d’imposta in un altro stato UE;

Anche se non obbligatorie puoi annotare anche la data di registrazione e la descrizione dell’operazione, mentre devi obbligatoriamente annotare eventuali variazioni per correzioni ed il numero iniziale e numero finale delle fatture emesse nel giorno oltre che, se effettuate, le operazioni non rilevanti a fini iva.

Termini e modalità di compilazione del registro corrispettivi

La regola generale dettata dall’art. 24 comma 1 del D.P.R. 633/1972 stabilisce che l’annotazione nel registro dei corrispettivi devi eseguirla, con riferimento al giorno in cui le operazioni sono effettuate, entro il giorno non festivo successivo.

Ma visto che certifichi i corrispettivi mediante l’emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale puoi tuttavia, limitatamente alle operazioni per le quali sono stati rilasciati tali documenti, annotare nel registro le operazioni effettuate in ciascun mese solare anche con un’unica registrazione entro il giorno 15 del mese solare successivo.

Nel caso in cui tu emetta fattura su richiesta del cliente potrai provvedere alla registrazione della medesima secondo due modalità alternative:

  • nel registro delle fatture emesse;
  • nel registro dei corrispettivi, secondo le modalità che ti ho indicato prima.

A cosa serve il registro dei corrispettivi? La liquidazione dell’Iva

La tenuta del registro dei corrispettivi è preliminare all’indicazione della posizione del contribuente nei confronti dell’erario ai fini della liquidazione dell’iva, liquidazione che deve essere effettuata mensilmente o trimestralmente a seconda della tipologia di attività e dei volumi dell’impresa.

Una volta annotate le operazioni nel registro (al lordo dell’Iva) perché tu possa procedere alla liquidazione dell’imposta devi utilizzare il cosiddetto “metodo matematico”: con tale metodo, l’imponibile è determinato dividendo gli importi complessivi per i seguenti valori:

  • 104, per l’aliquota del 4%;
  • 110, per l’aliquota del 10%;
  • 122, per l’aliquota del 22%.

Una volta determinato l’imponibile, si applica la relativa imposta.

Esempio

La società BETA, per il mese di gennaio 2016, ha realizzato un totale di corrispettivi con aliquota 22% pari ad euro 50.000.
Lo scorporo, utilizzando il metodo matematico, avviene come segue:
€ 50.000: 122 * 100 = € 40.983,61 (imponibile)
€ 40.983,61 * 22% = € 9.016,39 (imposta)

Modalità di tenuta del registro dei corrispettivi

Come per gli altri registri obbligatori a fini Iva (registro delle fatture emesse e registro degli acquisti) anche il registro dei corrispettivi è esente da imposta di bollo e non è soggetto a vidimazione iniziale.

Per la regolare tenuta è quindi necessario che tu provva alla sua numerazione progressiva su ogni pagina; il registro dei corrispettivi puoi dunque tenerlo su fogli normali da compilare sia manualmente che con un sistema di elaborazione (PC) con l’unico obbligo di numerare progressivamente le pagine a mano a mano che le utilizzi, indicando accanto al numero progressivo di ciascuna pagina anche l’anno di riferimento delle registrazioni.

Il registro va tenuto secondo le norme di un’ordinata contabilità, senza spazi in bianco, interlinee, trasporti a margine, abrasioni cancellazioni o correzioni (nel caso di correzioni devi eseguirle in maniera tale da rendere comunque leggibili le parole cancellate).

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