Il segreto dell’ottico per trasformare i clienti arrabbiati … in ACQUIRENTI soddisfatti – senza l’utilizzo di armi da fuoco.

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hqdefaultTi è mai capitato in passato di aver fatto qualcosa che ha irritato profondamente i tuoi clienti (non importa che fosse colpa tua o meno), e di non sapere come aggiustare le cose per recuperare il rapporto e non correre il rischio di perdere il cliente a cui nel tempo ti eri cosi tanto affezionato? (… si a lui ed ai suoi contanti ovviamente).

Uno dei consigli più preziosi che abbia mai sentito su come calmare i clienti arrabbiati viene direttamente da … Totò Riina!

Esatto proprio lui.

Zu Totò. Il terribile capomafia corleonese tristemente noto alle cronache negli anni 90 per aver insanguinato la splendida Sicilia in nome della sua sete di conquista.

Prima di venire accecato dal suo delirio di onnipotenza Totò ha dimostrato di essere un vero e proprio maestro della comunicazione persuasiva …

“Grazie al cazzo anche io sarei bravo a persuadere le persone con un mitra in mano …”

Già, non posso certo darti torto.

Tuttavia nella fiction che ne ripercorre per intero le gesta, dall’ascesa al declino, è presente una scena in particolare in cui il boss dimostra di saper convincere gli altri a stare dalla propria parte – anche senza l’ausilio delle armi da fuoco.

In quella scena, infatti, Totò non impugna una semiautomatica bensì … una bottiglia di vino.

(NO … la sua tecnica non consiste nell’ubriacare il suo interlocutore. Abbi pazienza che adesso te la spiego.)

La scena è questa:

“Totò ha appena fatto eliminare Beppe di Cristina e Pippo Calderone, due dei più illustri capimafia palermitani. Prima di dare l’ordine si è consultato con la commissione rappresentante della cupola che ha espresso parere contrario. Tuttavia Zu Totò decide di agire lo stesso – come suo solito – ed ora si trova a dover giustificare il suo gesto, davanti a tutti i membri IMBUFALITI della commissione. Non proprio un branco di agnellini insomma …

Qualsiasi gesto in quella situazione potrebbe rivelarsi fatale. Ed in quel caso perdere la fiducia dei clienti equivarrebbe anche a perdere la vita. Per cui è necessario agire con la massima freddezza.

 

Cosa fa Totò per prima cosa quando entra nella sala da pranzo … dove per giunta si presenta in ritardo?

1 – Si scusa per il ritardo. Per cui non si scusa per il gesto che è la causa principale della collera dei presenti. Ma comunque esordisce chiedendo scusa.

2 – Dopo di che comincia a versare il vino a tutti i presenti. Compie per cui un gesto di grande cortesia ed umiltà. Si mette a disposizione e comunica con quel gesto che le sue azioni sono volte al bene comune ed alla salvaguardia degli interessi di tutti i presenti.

3 – Ringrazia tutti della possibilità di passare la domenica insieme. Li ringrazia della loro compagnia. Li fa sentire importanti e considerati.

Finisce il suo breve – ma tremendamente efficace – discorso con la frase:

“Totò Riina è sempre al vostro servizio, per il bene di Cosa Nostra”

A questo punto i presenti non possono fare altro che placare i loro bollenti spiriti, scambiarsi uno sguardo di intesa come a dire: “Stu figl e buttana c’ha fottuto anche stavolta” … brindare alla salute e seppellire sotto un lauto pasto (… e anche due metri di terra) tutta questa brutta storia.

Ora prima che qualcuno si possa risentire, voglio specificare che io NON sono assolutamente un fan del personaggio in questione.

L’esempio che faccio è da intendersi a puro scopo didattico.

La lezione che c’è da imparare in questo caso è la seguente:

“E’ difficile restare arrabbiati con chi ti versa da bere”

Più in generale, è difficile restare arrabbiati con chi fa un bel gesto nei tuoi confronti. Con chi fa qualcosa di “carino” per te.

E tu che sei un ottico di successo nella tua città hai fatto un bel gesto nei confronti del tuo cliente?

Come quale? I tuoi clienti posso detrarre le spese sostenute per l’acquisto di occhiali da vista, lenti a contatto e liquidi per lenti a contatto già da 4 anni.

Si lo so che non spetta a te saperlo, sono i clienti che dovrebbero essere informati.

Ma se tu li informassi saresti un passo avanti rispetto a chi non lo fa, e i tuoi frequentatori potrebbero così detrarre le spese.

Ma a condizione che tu imposti, inoltre, lo scontrino o la fattura in scontrinomodo corretto.

Infatti per i prodotti venduti dagli ottici come te (ad esempio: occhiali da vista, lenti a contatto e liquidi per lenti a contatto) è sufficiente integrare lo scontrino fiscale/fattura con la dicitura Prodotto con marcatura CE” e con l’indicazione del tuo numero di iscrizione al Ministero della Salute. 

in più resta l’onere a tuo carico di allegare, alla consegna dell’occhiale da vista, la dichiarazione di conformità. 

e se lo scontrino non ha la dicitura corretta?
Se non hai ancora aggiornato lo scontrino fiscale, come provvedimento temporaneo era, dico era perché la norma risale al 2012!, possibile utilizzare un’autocertificazione per la vendita di liquidi per lenti a contatto e lenti a contatto, mentre per la vendita di occhiali da vista (su misura) vale la dichiarazione di conformità.

Inoltre preciso che l’acquirente, per l’acquisto dei dispositivi medici, ha diritto alla detrazione prevista per legge, qualora:

  • dallo scontrino o dalla fattura che emetti risulti il soggetto che sostiene la spesa e la descrizione del dispositivo medico;

• è in grado di comprovare per ciascuna tipologia di prodotto per il quale si chiede la detrazione che la spesa sia stata sostenuta per dispositivi medici contrassegnati dalla marcatura CE, che ne attesti la conformità alle direttive europee 93/42/CEE, 90/385/CEE e 98/79/CE. Per i dispositivi medici compresi nell’elenco allegato alla circolare n. 20/E di Federottica, del 13 maggio 2011, i cosiddetti dispositivi medici di uso comune, è sufficiente conservare per ciascuna tipologia di prodotto (ad es. lenti a contatto e liquidi per lenti a contatto) la sola documentazione che indichi la marcatura CE (confezione del prodotto o cosiddetto “bugiardino”).

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