Perché non vieni ogni volta che fai sesso? 9 punti essenziali per garantire l’orgasmo allo schermo touch-screen (che certi uomini non conoscono affatto)

Il sesso, dicono, è la cosa più bella del mondo.

Quella che ti scollega dalla realtà e ti porta in una dimensione parallela, quella che ti fa dimenticare i problemi del mondo e della

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tua vita, quella che ti fa passare le preoccupazioni e non ti fa pensare che il tuo conto è in rosso ancor prima che tu abbia comprato quel paio di scarpe senza le quali sarà davvero difficile vivere.

Ma il sesso non è uguale per tutti.

E come per il sesso anche il tuo schermo touch-screen non è uguale a tutti gli altri.

A volte, anzi direi molto spesso lo schermo o monitor touch-screen che hai appena comprato sembra identico a quello che ha acquistato il tuo collega/amico.

L’unica differenza? Tu lo hai pagato notevolmente meno rispetto al suo e lo fai sentire talmente male che gli sembra di aver preso una inculata (ops… scusami) pazzesca da quel fornitore di cui si fidava ciecamente che decide di cambiare lo stesso e di conseguenza anche il centro di asssitenza.

Maaaaaa…. forse non sai che il vero a essere stato fregato sei proprio tu.

display-large-format-touchscreenTu che lo hai acquistato per una pipa di tabacco!

Il tuo fornitore ti ha tradito con un’altra proprio come il sesso, per appagarti, per farti “sfogare” in modo tale da star certi che non hai voglia di cambiare fornitore.

Perché il prezzo non è sempre così pazzesco come dicono.

  • Ma gli uomini sanno davvero cosa fare?
  • Dove toccare?
  • Come stimolare? Alcuni sì, altri no.

Ma non è solo colpa loro, è anche colpa dei fornitori, forse, su questo fronte, non ti conoscono bene come dovrebbero.

Quando mi sono imbattuto in un blog, ho studiato a fondo il racconto della ragazza che lo ha scritto e che ha confessato che, all’inizio, riusciva a digitare nel suo display perfettamente e correttamente tutto per poi, con il passare del tempo, impazzire.

Senza contare tutti i disagi che ha dovuto sopportare lei e hanno dovuto sopportare i suoi clienti.

Studiando le sue parole,mi sono soffermato su 9 punti fondamentali per non incorre nel grave errore di valutare il tuo strumento di lavoro solamente dal lato economico del risparmio e te li elenco qua sotto.

Per prima cosa facciamo subito una distinzione di categoria:

esistono due tipi di schermi touch-screen:

  1. Il touch-screen con schermo resistivo
  2. il touch-screen con schermo capacitivo

Uno schermo tattile capacitivo si differenzia da queelo resistivo percè è una tipologia di touchscreen che sfrutta la variazione di capacità dielettrica; cioè quando il dito o un materiale conduttore di elettricità tocca lo schermo, avviene una variazione di capacità superficiale che viene letta e elaborata per capire dove hai digitato. Questi tipi di schermi sono particolarmente usati negli smartphone e nei tablet di ultima generazione.images

Il confronto di questo schermo con quello di tipologia resistiva è paragonabile a un secco 9 a 0 di una partita di calcio.

Ecco perchè sei rimasto fregato, anzi hai tratto vantaggio solamente nel lato economico dal tuo pseudo affare di acquisto di uno schermo touch-screen.

Hai tralasciato proprio il fatto che quello shcermo fa parte del tuo mondo lavorativo quotidiano e cosa succede se:

  • non funziona correttamente?
  • si rompe spesso?
  • perde la taratura costantemente?

Magari questi problemi non li noti subito, ma con il passare del tempo e io che ci lavoro costantemente ti indico i 9 punti per non rimanre fregato!

Confronto dello schermo touch- screen capacitivo con quello resistivo

  • Sensibilità al tocco: al contrario dei display resistivi, gli schermi di tipo capacitivo non necessitano di una pressione per rilevare il tocco (il rilevamento può avvenire addirittura senza il contatto con lo schermo). Ciò rende i touchscreen capacitivi di gran lunga più sensibili rispetto ai resistivi. Inoltre, mentre per gli schermi con sensore resistivo l’età e l’usura tendono a far peggiorare ulteriormente la sensibilità, gli schermi capacitivi la mantengono pressoché inalterata nel tempo.
  • Precisione: superiore per i display resistivi, normalmente è equiparabile al numero dei pixel del display. I capacitivi necessitano di aree più grandi, a meno di usare i pennini conduttori.
  • Robustezza: all’incirca equivalente per entrambe le tecnologie. I sensori resistivi necessitano di uno strato flessibile e ciò li rende maggiormente vulnerabili all’usura ed ai graffi. Per contro l’utilizzo di materiali plastici gli rende un’eccellente resistenza a cadute e danni accidentali. I sensori capacitivi, essendo realizzati su vetro, presentano un’ottima resistenza a graffi e ammaccature ma una vulnerabilità maggiore a rotture.
  • Vita: gli schermi capacitivi sono superiori in quanto utilizzano principalmente vetro che non subisce usura ed è relativamente insensibile all’utilizzo per tocco/sfregamento. Gli schermi resistivi utilizzano invece materiali plastici flessibili, i quali sono più sensibili sia all’usura che all’invecchiamento; col tempo perdono elasticità (peggiorando la sensibilità) e trasparenza: un uso intensivo di un terminale con schermo resistivo può ridurre del 30% l’elasticità dello schermo già prima di un anno di vita. Va però osservato che la riparazione di uno schermo con sensore resistivo, insieme al costo del sensore stesso, è molto più facile rispetto a quella di uno schermo capacitivo.
  • Costo: per una questione di anzianità di servizio, ma anche dei materiali impiegati, lo schermo resistivo ha un prezzo inferiore a quello capacitivo, tra il 20% ed il 50%.
  • Multi-touch: gli schermi capacitivi sono in grado di rilevare tocchi multipli: teoricamente non v’è limite al numero di interazioni contemporanee, è solo sufficiente tarare opportunamente i sensori (es. il loro numero). Al contrario, gli schermi resistivi così come sono stati progettati (sono nati come single-touch) non supportano il multi-touch.
  • Igiene: gli schermi capacitivi sono pulibili più facilmente rispetto ai resistivi, essendo la loro superficie realizzata in vetro. Va notato che proprio il vetro li rende anche meno sensibili ad eventuali solventi e sostanze chimiche usati per la pulizia che, se inadatti, possono invece provocare danni agli schermi resistivi in plastica.
  • Fattori Ambientali: gli schermi resistivi possono lavorare a temperature comprese tra −15 °C e +55 °C con qualsiasi umidità. Quelli capacitivi con temperature comprese tra 0 °C e 35 °C con una umidità di almeno il 5% (nel caso di uso delle dita è quasi sempre garantita).
  • Visibilità: i display capacitivi hanno un’ottima visibilità e trasparenza, sia in ambienti chiusi che all’aperto. I display resistivi, a causa del doppio strato protettivo, il quale favorisce la rifrazione della luce, nonché del materiale impiegato, presentano una scarsa resa alla luce del sole e possono a volte apparire leggermente più opachi rispetto agli equivalenti schermi capacitivi. Questi effetti vengono però attenuati con l’introduzione dei display OLED, i quali presentano un’altissima lucentezza.

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